Mi metto a scrivere per
difendere, per quanto può essere importante la mia modesta opinione, un grande
artista, Maurizio Crozza. Ottimo cabarettista, umorista, comico, presentatore,
cantante è senza dubbio una delle persone più artisticamente complete e
intelligenti che figurano nel violentato mondo della televisione odierno.
In questi ultimi giorni, il
cosiddetto “popolo del web”, si era indignato perché -sosteneva- il comico
ligure avrebbe copiato da Twitter alcune battute. Strano popolo, il nostro,
capace di sorvolare sull’incredibile amoralità, ignoranza e sull’egoismo di
molte delle persone che ci rappresentano, ma buono a sdegnarsi per una
cretinata del genere.
Saputa la notizia, i consueti
giornalisti faziosi di cui è avvelenato il giornalismo italiano, hanno subito
visto l’opportunità da sfruttare per mettere finalmente in cattiva luce una
persona che aveva spesso ha ironizzato sui loro padroni. Così si è ingigantita
la polemica.
Se si va però ad analizzare la vicenda, ci si
accorge che il tutto è un’enorme bolla di sapone:
infatti, nessuno ci assicura
che Crozza abbia realmente copiato, in quanto una stessa battuta potrebbe
averla pensata lui e scritta su Twitter un’altra persona. Poi, anche se avesse
copiato un paio di battute, non ci vedo niente di scandaloso; pochissimi di noi
raccontano barzellette di propria invenzione, il bello della barzelletta, sta
proprio nella sua diffusione anonima. Personalmente mi sentirei orgoglioso se
un grande umorista raccontasse la mia battuta.
Quindi do un consiglio a chi
si è offeso per questo piccolo fatto: la prossima volta che pubblicate una
propria barzelletta su un social network, proteggetela con i diritti d’autore…
nel paese dell’assurdo, può succedere anche questo.
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