venerdì 17 febbraio 2012

L'orso Yoghi, Calderoli e l'assurdità della lega nord


Spesso sogno che sono diventato un giornalista famoso e mi chiamano a intervistare Umberto Bossi.
Per questo mi sveglio di soprassalto in preda all’ansia ed alla paura.
Perché paura? Non dovrebbe essere questa l’aspirazione di un giornalista?
Bè provate voi ad intervistare Bossi perciò scrivere un pezzo intercalando a rutti, insulti, parolacce e pernacchie le parole federalismo, secessione, padania(?), Roma e ladrona.
Mi direte, ma insomma la forza del leader è proprio il linguaggio vicino al popolo, istintivo, conosciuto, comprensibile, quasi infantile, infatti, Calderoli e Bubu mi dicono in coro: “ehehehe benvenuti al parco padano” mentre Borghezio è impegnato, nella sua caverna, a scrivere cazzate razziste da dire ai giornali il giorno dopo.
Il bello del sogno è invece questo, vedete? In poche righe si possono scrivere i concetti base della lega: razzismo, concetto che una mente evoluta non prende nemmeno in considerazione, poi l’idea della “padania” (Word lo segna errore), che, ricordiamo, è una pianura e come nazione può essere paragonata all’Isola dei Topi di Geronimo Stilton, inesistente, frutto della fantasia di pochi che osano parlare di secessione sul suolo dove giacciono ancora gli eroi che hanno dato la propria vita per il nostro paese.
Non proseguo oltre, il mio doveva essere un articolo satirico, ma l’amarezza ha preso il sopravvento trasformandolo in un articolo di protesta, dove prendo una posizione forte, apolitica, una posizione che ogni italiano dovrebbe assumere contro questi concetti assurdi.
Nessuno deve permettersi di parlare così del nostro bene più grande, la nostra piccola grande Italia e di andare contro ogni principio umanitario con provvedimenti contro chi è diverso da loro, come se fosse un vanto esser uguali.

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