L’anno che verrà, non vedrà
più Lucio Dalla esibirsi per le città d’Italia, nel suo nuovo tour.
Il grande cantautore ci ha
lasciato questa mattina, il suo corpo non vivrà più.
Lui invece vivrà ancora –come
ancora vivono Fabrizio De Andrè, Lucio Battisti, Rino Gaetano, Ivan Graziani,
Mia Martini e tutti i grandi artisti che se ne sono andati- nelle migliaia di
dischi che fanno rivivere la sua voce, fra le labbra delle persone che
fischiettano un “caro amico ti scrivo”.
I grandi della Storia, sono
tutti immortali, dei, ma uomini.
E se qualcuno vorrà ancora
parlare con lui, non sarà certo un' impresa facile. Forse però potrà provare con
una lettera:
scrivere sulla busta: al sig.
Dalla, Valletta Fiorita 4/3. Si potrebbe iniziare in maniera classica: Caro
amico ti scrivo, così mi distraggo un po’. Poi, magari, fra qualche anno,
raccontargli che c’è una grossa novità, quella dell’assenza di novità.
Forse Lucio Dalla esaminerà
il mondo senza di lui, così tristemente uguale a quello che ha vissuto come “i pesci che assistevano curiosi al dramma collettivo, di questo mondo che a loro indubbiamente doveva sembrar cattivo" . Ma riuscirà sempre a trovare un motivo per sperare, per credere in un cambiamento in meglio.
Così se ne va, Lucio, come
era arrivato in quel 4 marzo 1943, fra “le strofe di taverna come ninna nanna”
Se ne va fra la sua Italia
che gli canta in coro: “Te voglio bene assai, ma tanto, tanto bene sai”. Tutta
Italia, sì, oggi tutti sentono “il dolore nella musica”.